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giovedì, maggio 14, 2009

Giovedì causa riunione sono rimasta fuori a pranzo e mi sono dedicata un pò di "me time". Sono contenta di aver ritrovato questa pubblicità per i 125 anni di Bulgari, che tanto mi piace e che prima avevo trovato come copertina di una rivista (e quindi troppo lucida e brillante per essere fotografata). Vorrei degli occhiali da sole così, non sono bellissimi? Lo stesso giorno ho messo via una pagina dalla rivista Grazia (che così poi butto) in cui Margaret Mazzantini, moglie di Sergio Castellitto, a proposito del suo essere scrittrice dice: "Io non conduco la vita scintillante della scrittrice di successo. Purtroppo non sarà mai come Elsa Morante. Non passo notti insonni a scrivere, o serate a cena con gli amici scrittori nei bistrot di Parigi". E poi ancora: "Scrivere rappresenta la gioia, ma anche il dolore più grande. E' quasi un processo magico, medianico, perchè devo immedesimarmi i sentimenti, storie, personaggi, che mi conducono a confrontarmi con l'ignoto. Quando scrivo, non so quando e se riemergerò. Crepi mille volte con i personaggi che hai creato. E una parte di me rimane con loro".

martedì, maggio 12, 2009

Le mie Piccole donne

Tu Style ha una nuova rubrica che mi sta prendendo sempre più: "Tu Style Libri". Molto carino l'articolo di Tu Style di due settimane fa sulla Fiera del Libro di Torino dal 14 al 18 maggio 2009. Ovviamente non posso tenere tutto e l'ho buttato, se qualcuno riesce a recuperarmi il nome dell'autrice grazie sin d'ora. La scorsa settimana un articolo dedicato a Doris Lessing (scrittrice Premio Nobel nel 2007). Noticina storica: la prima donna a ricevere il premio per la letteratura fu nel 1909 la novellista Selma Laggerlof. Sempre la scorsa settimana un trafiletto firmato Paola Calvetti (il suo ultimo romanzo è Noi due come un romanzo) c'è scritto: "Bambina, ho letto e riletto decine di volte Piccole donne dell'americana Louisa May Alcott. Jo era la mia sorella preferita della grande famiglia March. Voleva fare la scrittrice, come me! E la sua storia d'amore con il professor Bhaer è una delle più belle della letteratura". Io ho letto e riletto non sono Piccole donne, ma anche Piccole donne crescono, Piccoli Uomini e I Ragazzi di Jo (forse tra i quattro il mio preferito, che quando ne parlo scopro che non ha mai letto nessuno. E qui se mi potete contraddire non mi parrebbe il vero). Adoro anche il film Piccole donne (del 1994), diretto da Gillian Armstrong, con Winona Ryder nei panni di Jo. Il professor Bhaer invita Jo a teatro e, riportando le parole del canto, tra i due sboccia l’amore: “Nel profondo della notte profumata ho ascoltato con l’animo rapito la tua diletta voce: il tuo cuore ha compreso il mio”. Per la prima volta dopo la visione di questo film ho desiderato essere non più Jo ma Amy. Merito di Christian Bale, lo splendido attore che interpreta Laurie. Anche perchè di Jo non mi è mai piaciuto il comportamento tenuto con il povero Laurie.

mercoledì, maggio 06, 2009

Trovo deliziosa questa foto, la sciarpa a righe con frange è di Woolrich e costa 29,90 euro. Mi piace anche l'aria angelica di questa modella e il lavoro che mi fa venire in mente (deformazione professionale) è il mio. A proposito di lavoro, dalle ultime che so il prossimo anno per me non dovrebbero esserci cambiamenti. Bene, se non si può cambiare in meglio, che almeno le cose non peggiorino. Dal primo capitolo di "Gelosia" di C. Millet (romanzo che non mi piace proprio come genere) una citazione sui sogni ad occhi aperti in cui mi rivedo: "Tutti coloro che condividono con me quest'inclinazione conoscono il piacere offerto dalle finestre aperte all'altezza della metropolitana quando il treno esce in superficie, che svelano (...) lampi di vita intima, oppure il piacere che viene dalle facciate delle case, che sfioriamo attraversando in macchina una cittadina di provincia (...). Il sognatore proietta la propria vita in varie direzioni. (...) Un repentino processo di immedesimazione fa sì che, in pochi secondi, egli abiti nel tale appartamento, anche se non centra nulla coi suoi gusti. (...) il sognatore preferisce essere più persone nello stesso tempo, vivere più vite, anche se molte di queste non hanno maggior onsistenza né durata di un granello di polvere che un colpo d'aria spinge a casaccio sull'uscio di una casa. In compenso, è sbagliato pensare che chi sogna a occhi aperti evada dal mondo, poichè spesso le sue altre vite lo collegano empaticamente a esso". "Non perchè avevo partecipato (...) mi sentivo a disagio a un pranzo di matrimonio in un paesino sperduto in Umbria. Il sognatore fa tesoro solo di beni immateriali (...)".